scritto da stellina706 il mercoledì, 24 giugno 2009,12:27

dov'è finito il rispetto reciproco?


alle elementari siamo bravi e innocenti, ci beviamo tutto quello che le maestre ci dicono. alle medie se sei sfigato e capiti in una classe disastrata (come è successo a me) iniziano subito i casini, e così ti può capitare di vedere compagni che si picchiano in classe, altri che vengono spediti in riformatorio, professoresse esaurite che scoppiano a piangere e spariscono per un’ora. ma il colpo di grazia arriva al liceo, quando da “quasi  adulto” inizi a prendere atto di quello che ti succede attorno, vedi le ingiustizie, le cose che non vanno e che andrebbero cambiate. torni a casa da scuola incazzato e quotidianamente obblighi tua madre/padre/chiunque pranzi con te a sorbirsi discorsi pieni di parolacce in cui esprimi in modo molto colorito il tuo dissenso verso l’intero sistema scolastico-educativo. ti ritrovi a pregare che arrivi presto la maturità e chissenefrega del voto che prenderai, tanto quando avrai una laurea in mano nessuno ti chiederà mai come hai fatto la maturità, a maggior ragione se hai fatto un liceo e il tuo diploma non vale niente. arrivi all’università pieno di speranze, convinto che fare parte di un “sistema” più grande, più importante, possa dare più valore, più senso al tuo studio, ai tuoi infiniti viaggi di studente fuori sede, ai sacrifici anche economici che sei costretto a fare.  poi invece un giorno cadi dal pero e ti rendi conto che più le cose si ingrandiscono, più aumentano i problemi, finisci per mettere da parte le tue ambizioni , resti a contemplare con amarezza tutto quello che dovrebbe concorrere alla tua formazione e ti chiedi dove sia finito il rispetto. perché se io non riesco a andare a ricevimento da un professore e mando una mail scritta in modo corretto, chiaro, con esplicite richieste al docente, non ricevo risposta? se c’è un servizio, dovrebbe essere usato da entrambe le parti.  perché se c’è un limite massimo di tempo per potersi iscrivere a un esame (e questo limite è oggi), io tuttora non so se questo esame lo devo fare ancora perché l’appello prima sono stata insufficiente oppure se l’ho passato?

come al solito, viene richiesto rispetto delle regole (esplicite e implicite), ma solo da una parte viene controllato il loro rispetto.

categoria:ingiustizie, università
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scritto da stellina706 il giovedì, 28 maggio 2009,21:05

una persona invisibile

 

sono stanca di fare sacrifici, e soprattutto di avere a che fare con persone superficiali, che hanno tutto senza neanche doverlo chiedere e che pretendono le cose che ancora non hanno come se fossero dei diritti universali. sono stanca di sentire discorsi volgari o sulla donna che deve essere inferiore all’uomo o sugli extracomunitari che se ne devono andare o sulla gente del sud che deve tornarsene da dove è venuta. sono inorridita. sono scioccata dall’aver dovuto assistere a pubblici insulti contro un pacifico corteo durante una manifestazione contro la violenza sulle donne e che tutto questo sia stato giustificato con delle risate. sono stanca di dover sedere ogni giorno di fianco a persone che sono vestite di soldi più che di abiti, che sono arroganti anche solo nel chiederti (anzi, nell’esigere) di spostarti perché deve arrivare qualche altro principino, che ti guardano con sufficienza se tu non ci tieni a essere di quella specie. ma forse non è poi così grave perché raramente ti guardano. e è così che diventi una persona invisibile. una persona normale, con una vita, una casa, una famiglia, un reddito, dei voti, degli amici normali. le cose che contano di più sono quelle che non si vedono. e questo quasi sempre gioca a tuo sfavore.

categoria:tristezza, rabbia, ordinary life
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scritto da stellina706 il giovedì, 28 maggio 2009,13:40

sprovvy

 

chi dà tanto non riceve mai altrettanto.

categoria:amiche, amici, umore, ordinary life
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scritto da stellina706 il mercoledì, 27 maggio 2009,18:00
lost

mi sono seduta davanti al computer per scrivere quello che mi passava in testa ma il restauro del blog (non ancora finito) mi ha fatto perdere l'ispirazione.
categoria:idee, sfiga, stranezze
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scritto da stellina706 il giovedì, 01 gennaio 2009,04:00
la neve se ne frega

la neve se ne frega se tu avevi i tuoi programmi (e che programmi), se sapevi già cosa fare e come divertirti. la neve quando arriva arriva e tutti devono stare alle sue regole. e quando la neve scende e se ne frega, tu vedi sempre tutto un po' meno magico, un po' meno scintilloso di come poteva essere.
categoria:sfiga, destino, mantova
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scritto da stellina706 il mercoledì, 01 ottobre 2008,22:04

le donne lo sanno

 

colpisce sentirsi dire, di mattina presto poi,  “certo che voi donne vi conoscente da due secondi e già iniziate a parlarvi e spettegolare come foste amiche da sempre”.dici poco?io la considero una cosa stupenda.poi lo ammetto, io vado matta per queste cose.mettermi da sola a fare cose nuove in mezzo a un mucchio di persone da conoscere è come mandarmi a nozze.oggi ho preso coscienza che la solita frase che noi tristemente ripetiamo sempre “mantova è un buco, gira sempre la stessa gente” è infondata.in una settimana ho conosciuto un sacco di concittadini, tutti mai visti prima.che belle scoperte che si fanno.un’altra bella scoperta è stato conoscere linda, dare volto ad un nome dopo tanti commenti lasciati sui blog.confesso che per paura di scordarmi che viso dover cercare tra la folla, ho guardato praticamente tutte quelle che c’erano su flickr.fortunatamente non sono ancora così alzheimerizzata.dopo tutte quelle chiacchierate su città, posti, mare, ricordi, tecnologia (io sono l’interlocutrice meno adatta per questo tema), mi è venuta una voglia pazzesca di caldo, sole e mare, che sono al momento le cose più lontane possibili dal grigio autunno della pianura.non ho mai capito perché nei film americani gli autunni sono sempre colorati, con tutte quelle cascate di foglie multicolori che si staccano poeticamente dagli alberi del connecticut o di new york (il noto autumn in new york).qui se ti va bene le foglie le vedi cadere tutte di uno stesso colore grigioverdemarrone e ammassate in un informe tappeto umido.

scritto da stellina706 il venerdì, 19 settembre 2008,15:12

fw 2008

 

è dura dover fare i conti con l’autunno alle porte per chi, come me, ama l’estate, il caldo sotto il sole a picco, i vestiti leggeri, la piscina.l’autunno ancora non è iniziato e già mi assale la tristezza guardando le goccioline di pioggia che si perdono sul vetro della finestra in cucina.ho passato tanti pomeriggi, da piccola, col naso spiaccicato sul quel vetro, invece che finire i compiti e il tè coi biscotti.forse è anche per quello che non sopporto questo periodo dell’anno (autunno-inverno-primissimo inizio primavera), mi ricorda la scuola, la pioggia che prendevo perché non volevo mai prendere su l’ombrello.anche adesso, dopo tanto tempo, non ho ancora familiarizzato del tutto con questo strano oggetto.quelli troppo grandi sono ingombranti e non so mai dove lasciarli, quelli piccoli fanno la scodella ogni volta che c’è vento e dopo due volte che li uso si sono già rotti tutti i raggi (o rami..chissà come si chiamano).così finisce sempre che puntualmente quando devo uscire e il cielo promette pioggia, o addirittura anche se pioviggina, io dico “bè tanto non pioverà.poi comunque sono in autobus e poi ci sono i portici.non mi bagno”.puntualmente poi torno a casa fradicia e devo stendere tutto, dai vestiti ai libri che mi portavo dietro.tutti i libri che ho, di qualsiasi ciclo scolastico, ma soprattutto delle superiori (cioè quando la mamma non poteva più obbligarmi a girare con l’ombrello), fantasticamente ondulati, macchiati, scoloriti.alcuni erano in condizioni così tragiche che avevo dovuto aggiustarli stirandoli col ferro.

sono una di quelle persone a sangue freddo (solo in senso letterale) che a fine agosto iniziano già a uscire la sera col maglioncino.e poi da lì al piumino è solo una lenta (quest’anno nemmeno poi così lenta) discesa termica segnata dal mio abbigliamento sempre più lanoso.

la stagione del grande freddo poi mi rende incredibilmente pigra, fosse per me passerei i pomeriggi davanti alla tv con un bel maglioncione e le calze pesanti a bere tisane o cocciolata.i programmi pomeridiani sono, da sempre, sempre gli stessi al pomeriggio.se escludiamo quando i cartoni erano sul 5 (lì ancora facevo i compiti per bene e la tv la potevo guardare solo ed esclusivamente dopo aver finito), ogni giorno ci sono i telefilm e i cartoni su italia1, uomini e donne, verissimo, geo&geo, e michele cucuzza che stranamente non è ancora riapparso (o mi è sfuggito).ci terrei a precisare che io mi sono sempre sparata solo italia1, e geo&geo assieme alla tisana coi biscotti.alla domenica sostituito dalla licia colò.non c’è niente di più deprimente che stare lì al freddo e vedere le onde di quelle spiagge tropicali infrangersi sullo schermo.

quando ero dalla nonna c’era sempre spazio vicino alla stufa, e noi cugini facevamo a gara a chi riusciva a tirare su tutti i cerchi della stufa senza scottarsi e bruciavamo le bucce dei mandarini.adesso mi mette una tristezza infinita pensare che quella casa enorme dove anche mia mamma è cresciuta dovrà essere sgombrata e venduta perché ormai troppo grande per una persona sola.quasi tutti i miei ricordi dell’infanzia sono lì, in questo caso sia estivi che invernali.è sempre stata una casa piena di vita.mia mamma ha altre 5 sorelle, e sono cresciute lì con anche i nonni e degli zii.poi è stato il nostro turno, 13 bambini scatenati e spericolanti.era curioso gridare “mamma!” da una parte all’altra della casa e sentire tutte le mamme presenti rispondere.ognuna poi sgridava sempre i propri figli anche quando questi (quasi mai) erano proprio gli unici innocenti.le punizioni fioccavano e ai più irrequieti “guarda che ti chiudo in cantina!”.in febbraio poi la nonna faceva sempre le frittelle e metteva tutti all’opera a friggere e impastare.questo sì che era un aspetto divertente dell’inverno.

adesso che non ho più 6 anni e mi sono tecnologicamente, ma non mentalmente, evoluta, mi imbabmbolo davanti al computer invece che alla tv (non è vero, tra un po’ sarò ipnotizzata sul divano), ma ancora lancio languidi sguardi verso la scrivania a cui prima o dopo dovrò accomodarmi, anche se preferirei andare in cucina e schiacciare il naso sul vetro per guardare il giardino bagnato e le bave delle lumache che escono dopo la pioggia.

 

Les sanglots longs        
des violons
de l'automne

blessent mon coeur        
d'une langueur
monotone.

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scritto da stellina706 il venerdì, 29 agosto 2008,00:10

faq

 

ma di chi ti puoi fidare veramente?quali consigli dovresti ascoltare e quali ignorare?chi tiene al tuo bene e chi invece parla a sproposito?è difficile trovare qualcuno che stia sempre dalla tua parte e ti appoggi sempre in tutto e per tutto.poi non sarebbe nemmeno un rapporto costruttivo, se le cose fossero così semplici.però mi sto accorgendo di quanto sia difficile distinguere i buoni consigli da quelli insidiosi.e soprattutto andare avanti a pensare con la propria testa, dopo.o, peggio ancora, non avercela coi dispensatori di cattivi consigli.

categoria:amici, dubbi
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scritto da stellina706 il domenica, 10 agosto 2008,01:38

la prima stella cadente

 

chissà se il desiderio si avvererà..

 

categoria:desideri
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scritto da stellina706 il giovedì, 31 luglio 2008,01:47

hot

solo chi vive in quella fetta di terra tra la bassa lombardia e l’emilia romagna può capire quanto il caldo di fine luglio possa essere afoso e estremamente insopportabile.a maggior ragione se quel giorno lì, per tornare alla tua amata casetta col condizionatore, devi prendere un regionale trenitalia senza aria condizionata.ok tiri giù il finestrino, ma nei treni si apre solo la metà sopra, e se sei piccoletto come me di aria te ne arriva un misero soffio che nemmeno ti scompiglia i capelli.quando poi leggi che il tasso di umidità è compreso tra 78% e 98%, capisci perché non riesci neanche a reggerti in piedi.uno allora dice “bè oggi pomeriggio sto in casa poi esco stasera che c’è fresco”.ma scherziamo???gocce di sudore grondavano dalle fronti, e non solo, anche delle persone più curate e ben vestite.vestiti ormai appiccicati e non-più-presentabili.è in questi momenti  che una come me si chiede perché è nata qui e non in una bella località di mare, dove a quest’ora l’aria sarebbe sicuramente più fresca e le foglie sugli alberi si muoverebbero per la brezza, e non perché ci passano vicino le macchine, come qua.

categoria:mantova
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